Il castagno (Castanea sativa) appartiene alla famiglia delle Fagaceae, ed è una pianta longeva, alta fino a 25 metri con foglie caduche.

L’origine del castagno si fa risalire ad oltre 60 milioni d’anni fa, vale a dire all’Era Cenozoica, nel periodo Terziario. Il genere Castanea nel Miocene era largamente diffuso in Europa ed era presente anche in Scandinavia e Groenlandia, come testimoniano i resti fossili di polline, foglie e frutti.

In tempi passati il castagno, detto “albero del pane” (così chiamato per la sua importanza nella cultura contadina) era coltivato per sfamare, riscaldare e medicare. Le castagne hanno rapresentato, in molte zone montane d'Italia, la principale fonte alimentare almeno fino agli anni '50. Il castagno è attualmente la specie forestale
più ampiamente distribuita nella nostra penisola.
Nella castagna si riscontra un elevato contenuto di sali minerali, soprattutto di potassio, seguito da fosforo, zolfo, magnesio, cloro, calcio, ferro, sodio. Tra le vitamine sono
presenti la vitamina C, la B, la B2 e la PP. I principi nutritivi contenuti in questo frutto
sono zuccheri e proteine.
Possono essere bollite, arrostite sul fuoco o al forno. Si possono confezionare ottime marmellate o creme spalmabili. Con la farina di castagne è possibile confezionare torte, biscotti, frittelle di castagne, crepes, mousse, polenta. In cucina sono perfette per piatti gustosi e creativi come l'arrosto con le castagne o la zuppa di castagne e funghi.
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